Carlo Bossone (1904-1991)….un artista dei nostri monti!

L’ Associazione Culturale Artitalia, sodalizio che si occupa della valorizzazione culturale locale e che da anni promuove in particolare la figura artistica del pittore impressionista Carlo Bossone, si appresta ad organizzare una mostra retrospettiva presso l’ Ossola Outdoor Center di Crevoladossola, nel periodo dal 20 aprile al 20 maggio 2019.

Il nipote, Moreno Bossone Presidente di Artitalia, descrive l’evento: “Abbiamo pensato di proporre una rassegna dove non si parlerà e non saranno esposte solo le opere del Maestro, ma vogliamo dare spazio a quella che è stata la scuola “Bossoniana” con pittori noti come Rino Stringara, Peppino Stefanoni, Giovanni Bossone, Lorenzo Bossone, Giorgio Valeggia, Fiorenzo Calderoni, Renato Oliva, Walter Bossone, Roberto Rolando, Giulio Adobati, Riccardo Bossone, questi per citarne alcuni.”

“A quasi trent’anni dalla sua scomparsa”, continua Moreno Bossone, “è doveroso rendere omaggio ad un grande pittore che non solo ha saputo interpretare con grande talento la rappresentazione del territorio, ma ha saputo creare un cenacolo di artisti che, al suo fianco e dietro al suo insegnamento, hanno poi varcato la soglia della popolarità, ed ancor oggi portano avanti quello stile che, a fianco della Pittura Vigezzina, si inserisce nel contemporaneo mondo artistico con una caratteristica molto peculiare”

La locandina dell’evento presso “l’ Ossola Outdoor Center di Crevoladossola” dal 20 aprile al 20 maggio 2019

CARLO BOSSONE (Savona 1904 – Vanzone San Carlo 1991) una figura di artista solitario, che fece del Rosa, uno dei suoi soggetti preferiti, era nato a Savona nel 1904. Quando la sua famiglia si trasferì a Torino, frequentò l’Accademia Albertina, sotto la guida degli insigni maestri Cesare Ferro e Giovanni Guarlotti. Si appassionò in seguito alla pittura impressionista e alla vita in alta montagna, dove iniziò la propria arte paesaggistica di squisita sensibilità accompagnandosi con il noto pittore Vittorio Cavalleri.

Emigrato in Argentina, dopo il secondo conflitto mondiale, raffigurò le pampas e i suggestivi paesaggi della Patagonia e delle Ande. Rientrato in Italia, si stabilì a Vanzone, ai piedi del Monte Rosa, trascorrendo il suo tempo a lavorare coi colori, come il poeta con le parole, fino alla morte avvenuta nel 1991. Bossone non dipinse solo in Piemonte, si recò in Liguria, Lombardia, Abruzzo, Toscana, nella valle d’Aosta, nel Trentino, nel Veneto e in alcune parti del sud Italia, ma anche all’estero, in Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Norvegia e Sudamerica.

Non allestì molte personali, tutte però rivestirono una notevole importanza: da quella del ’28 a Parigi, a quella di Chianciano in tempo di guerra o alle mostre in Argentina sul finire degli anni Quaranta.

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